L'estate contemporanea del Ristorante Guarini: la freschezza sabauda firmata dallo Chef Luca Varone
La bella stagione torinese si svela nel menu del Guarini: tra la cremosità marina del risotto alla melissa e gamberi, l'audacia dell'insalata russa con animelle in tempura, il contrasto agrumato del ceviche di ricciola e la delicatezza degli gnocchi al pesto con acqua di pomodoro.
Aperto nel luglio del 2019 e nato come un piccolo omaggio gastronomico al celebre architetto, nella caratteristica via a lui dedicata nei pressi di via Lagrange, il Ristorante Guarini conferma la sua ambizione: essere un'espressione moderna e vibrante di quell'eleganza sabauda che da sempre caratterizza la città di Torino. Un salotto gastronomico dove interpretare in maniera garbata la convivialità, degustando cucina d'autore e grandi vini in uno spazio raffinato e accogliente.
Con l'arrivo dell'estate, la proposta culinaria guidata dallo Chef Luca Varone mette al centro la freschezza, il gioco delle temperature e l'armonia dei contrasti, affiancando ai grandi classici della tradizione piemontese nuove creazioni vivaci e ricche di personalità, che sarà possibile assaggiare per tutto il mese di agosto e oltre.
La carta estiva firmata da Chef Varone, con un bagaglio d'eccellenza maturato nelle cucine di Casa Vicina e Condividere a fianco dello chef Federico Zanasi, coniuga la base solida della cultura gastronomica con un estro contemporaneo fresco e frizzante. Tra le proposte che celebrano la stagione calda spiccano quattro piatti simbolo di questa fusione.
Insalata russa e animelle in tempura: un grande classico piemontese reinterpretato con un intrigante gioco di consistenze e temperature dove la cremosità dell'insalata russa tradizionale sposano la croccantezza dorata dell'animella fritta in tempura;
risotto mantecato con olio alla melissa, crudo di gamberi rossi e salsa di arachidi: un primo piatto di straordinario equilibrio estivo, dove le note balsamiche e agrumate della melissa profumano il riso, incontrando la dolcezza iodata del crudo di gambero rosso e la sapidità avvolgente degli arachidi tostati; gnocchi di patate ripieni di pesto di basilico, acqua di pomodoro e taccole: un concentrato dei profumi dell'orto con gnocchi soffici con un cuore al pesto, adagiati su un'essenziale acqua di pomodoro e completati dalla nota croccante delle taccole di stagione; ceviche di ricciola, avocado e salsa di acetosella: un secondo piatto di spiccata freschezza marina dove la ricciola viene lavorata a crudo, affiancata poi dall'avocado e valorizzata dall'acidità citrina ed erbacea dell'acetosella.
Queste creazioni vanno ad arricchire una carta ricca di sfumature, dove convivono sia i piatti della tradizione (i tajarin solo tuorli, la battuta di carne cruda con tuorlo al dragoncello, i plin al sugo d'arrosto e la grissinopoli di vitello), sia rivisitazioni d'autore come il branzino croccante e carpione, il risotto alla parmigiana e finanziera o la cisrà servita con crumble di pancetta.
Il viaggio si completa con la proposta beverage: una carta vini fortemente legata al territorio piemontese, le birre artigianali del birrificio piemontese Soralamà (di cui sono proprietari due dei soci del ristorante) e l'offerta di Vermouth alla spina, la prima in Italia. Il Vermouth torinese, traghettato nella modernità in perfetto stile vermouteria, è protagonista anche dei cocktail signature del locale, come il Guarini Spritz a base di Vermouth Rosa Drapò, perfetto per accompagnare le calde serate estive sia come aperitivo sia in pairing con le creazioni dello chef.
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