Buonissima chiude un'edizione da record
BUONISSIMA CRESCE DEL 56% E SUPERA LE 25.000 PRESENZE
TORINO PROTAGONISTA DELLA
GASTRONOMIA INTERNAZIONALE
Dal successo del nuovo format All-Day al tutto esaurito dei principali appuntamenti, la sesta edizione
rafforza il modello di festival diffuso, coinvolgendo ristoranti, piole, musei e luoghi simbolo della città
Buonissima chiude la sua sesta edizione consolidando il proprio ruolo nel panorama dei grandi
eventi gastronomici internazionali e rafforzando il legame con Torino, sempre più protagonista di
un progetto culturale capace di coinvolgere la città, i suoi luoghi e le sue eccellenze. Un'edizione
che segna un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione, attraverso un
programma più articolato, una presenza sempre più capillare sul territorio e una proposta che supera
i confini della ristorazione per intrecciare gastronomia, cultura e identità urbana.
Ideata dai giornalisti Stefano Cavallito e Luca Iaccarino insieme allo chef Matteo Baronetto,
organizzata da To Be Company e sostenuta dal Main Partner Intesa Sanpaolo con Gallerie d'Italia,
Buonissima archivia la sua sesta edizione con un bilancio che conferma la capacità di evolversi,
ampliando il proprio raggio d'azione senza perdere il rapporto con la città che l'ha vista nascere.
Oltre 200 appuntamenti, più di 150 chef italiani e internazionali, 25.000 presenze e un incremento
del 56% dei partecipanti rispetto al 2025. Sono i numeri con cui Buonissima chiude la sua sesta
edizione, segnando un risultato senza precedenti nella storia della manifestazione e confermando la
capacità di trasformare Torino in un grande laboratorio diffuso di cultura gastronomica.
Per cinque giorni, piazze, musei, residenze sabaude, spazi culturali e luoghi simbolo della città
hanno ospitato un programma che ha raddoppiato il numero degli appuntamenti rispetto
all'edizione precedente, ampliando non soltanto la proposta gastronomica, ma anche le occasioni di
incontro tra cucina, arte, cultura e intrattenimento. Un'evoluzione che testimonia la progressiva
affermazione di Buonissima come progetto capace di coinvolgere pubblici differenti e di portare la
gastronomia oltre i luoghi tradizionalmente deputati alla ristorazione. Oltre 150 protagonisti della scena gastronomica nazionale e internazionale hanno dato vita a cene
inedite, collaborazioni tra chef, masterclass, degustazioni e appuntamenti conviviali, costruendo un
palinsesto nel quale l'alta cucina ha dialogato con la tradizione popolare e con il patrimonio artistico
e culturale torinese. Dalle esperienze gastronomiche più esclusive agli eventi gratuiti aperti alla
cittadinanza, fino all'inedita presenza delle piole torinesi all'Allianz Stadium in occasione di una delle
partite di cartello della stagione bianconera, Buonissima ha moltiplicato le modalità di
partecipazione, portando il cibo in contesti nuovi e intercettando un pubblico sempre più ampio
ed eterogeneo.
Tra gli elementi distintivi di questa sesta edizione, la scelta di sviluppare una programmazione All-
Day, superando la tradizionale concentrazione degli eventi gastronomici nelle ore serali e
distribuendo le esperienze lungo l'intero arco della giornata. Dal brunch all'aperitivo, dalle cene
agli appuntamenti notturni, Buonissima ha sperimentato una formula più dinamica e accessibile,
capace di intercettare abitudini, interessi e pubblici differenti. Un modello che ha coinvolto
ristoranti, piole, istituzioni culturali e spazi cittadini, trasformando la manifestazione in
un'esperienza da vivere con continuità, attraverso luoghi e occasioni diverse.
Una scelta che rafforza anche il posizionamento di Torino come destinazione gastronomica
internazionale, valorizzando non soltanto l'eccellenza della sua ristorazione, ma la capacità di
costruire un'offerta culturale e turistica nella quale cucina, patrimonio storico-artistico e identità
locale diventano parte di un unico racconto. In questa prospettiva, Buonissima consolida il proprio
ruolo di piattaforma di incontro tra protagonisti della gastronomia, operatori del territorio e
pubblico, contribuendo ad accrescere la visibilità e l'attrattività della città.
«La sfida di questa sesta edizione non era semplicemente crescere, ma capire in quale direzione farlo.
Abbiamo scelto di ampliare il perimetro di Buonissima, nei tempi, nei luoghi e nelle modalità di
partecipazione, costruendo una manifestazione sempre più integrata nella vita della città. I risultati
ci dicono che questa scelta è stata compresa e condivisa dal pubblico. Ma il dato più significativo,
oltre alle oltre 25.000 presenze, è la capacità di Buonissima di generare relazioni, mettere in
connessione realtà differenti e contribuire al posizionamento di Torino nel panorama gastronomico
internazionale. Crediamo che oggi il valore di un grande evento si misuri anche dalla sua capacità di produrre
opportunità per il territorio, oltre i giorni della manifestazione», dichiarano gli organizzatori di
Buonissima.
«Buonissima nasce dall'idea che la gastronomia possa essere uno strumento di interpretazione e
valorizzazione del patrimonio culturale di una città. In questa edizione abbiamo cercato di portare
ancora più avanti questa visione, facendo dialogare l'alta cucina con le Residenze Reali, i musei, le
piole e i luoghi della quotidianità torinese. Il confronto con Barcellona e la presenza di alcuni tra i più
importanti protagonisti della scena gastronomica mondiale dimostrano quanto Torino abbia da
offrire anche sul piano internazionale. La vera forza di Buonissima è proprio questa: non limitarsi a
ospitare grandi chef, ma costruire intorno alla loro presenza occasioni di incontro, contaminazione
e scambio culturale. È ciò che rende un festival riconoscibile e gli permette di crescere mantenendo
una propria identità», aggiunge la direzione del festival.
BUONISSIMA - I numeri dell'edizione 2026
• Oltre 25.000 presenze complessive lungo i 5 giorni di festival e una crescita del 56%
rispetto al 2025;
• 150 chef provenienti da tutto il mondo per più di 200 eventi diffusi;
• 100% Sold-Out nei grandi format evento: dall'Opening Dinner a Palazzo Madama, alla nuova
veste di Bistromania Todo el Día alla Nuvola Lavazza (15 ore non-stop con oltre 3.000
ingressi), fino alla Notte del Fassone e ad Ultrabrunch;
• Una rete capillare e diffusa nella città: 30 ristoranti torinesi (format Metti Torino a Tavola)
e oltre 20 piole (format Piolissima) coinvolte, che hanno portato a tavola la cucina d'autore
e la tradizione popolare sabauda registrando migliaia di coperti dedicati;
• Indotto turistico ed economico: Strutture ricettive cittadine ad altissima occupazione, con
una significativa presenza di stampa e visitatori internazionali da Spagna, Francia, UK e USA.
• Oltre 100 giornalisti locali, nazionali e internazionali coinvolti nella manifestazione;
• Più di 300 articoli scritti per raccontare il festival e la vocazione gastronomica della città;
• Oltre 1.000 persone coinvolte nell'organizzazione e nella realizzazione di Buonissima 2026,
tra staff, professionisti, operatori della ristorazione e personale tecnico. Una macchina
organizzativa articolata, che ha confermato la capacità della manifestazione di mobilitare
un'intera filiera di settore. Buonissima dà già appuntamento alla settima edizione, in programma dal 20 al 24 ottobre 2027.
Cinque giornate nelle quali la manifestazione proseguirà il proprio percorso di crescita, puntando a
consolidare le collaborazioni internazionali, ampliare il coinvolgimento della città e sviluppare nuove
occasioni di incontro tra gastronomia, cultura e territorio.
La sfida, dopo un'edizione che ha segnato un nuovo traguardo in termini di partecipazione e
programmazione, sarà trasformare questa crescita in un'eredità sempre più riconoscibile e
duratura per Torino. Perché il valore di Buonissima si misura anche nella capacità di costruire
relazioni, generare nuove opportunità e rafforzare il ruolo della città nel panorama gastronomico
internazionale.
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